mercoledì 23 settembre 2009

La Cerca (Chevalier de la table ronde)

Si va per Graal pensando che non lo si troverà mai, perché non si sa che aspetto abbia, né come funzioni. Si è conviti che solo un cuore puro possa trovarlo, comprenderlo ed ammirarlo e siccome sappiamo tutti di non esserne degni, ci accontentiamo di questa infinita cerca su questo cammino che sembra più un pellegrinaggio per l’espiazione di qualcosa che la convinzione di trovare l’oggetto sacro.
Noi, per esempio, forse non abbiamo saputo fare la domanda giusta, esattamente come Perceval. Non a cosa serve il Graal ma a chi serve il Graal: la domanda implica la voglia di conoscere le pene degli altri e la volontà di servire ad alleviarle. Perceval non la pone per “educazione”, forse la stessa che ci fa stare fuori dalle mischie che avvengono intorno a noi. La voglia di non essere coinvolti sperando che nessuno rompa la nostra bolla di benessere e che tutto si risolva senza il nostro intervento, la nostra presa di posizione. Errore! La storia evolve proprio quando Perceval (noi) entra nel malessere degli altri e se ne fa partecipe, coinvolgendo il cuore e la mente. È quell’amore universale che Perceval finalmente trova dentro di sé, la chiave per trovare, comprendere ed ammirare finalmente il Graal. In questo il Graal serve a chi e a cosa.

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